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ATTO 5 - (On Air)
Contemporaneamente alla crescita fisica della struttura, cresceva in qualità e quantità anche la programmazione.
Grazie alle "nuove tecnologie" (eravamo già a due piastre xchè Andrea l'aveva sottratta allo stereo di casa), e al copioso arrivo in staff di compagni di comitiva, colleghi di scuola, amici, ex amici (tutti volevano esserci...) avevamo superato "il muro" delle 18 ore di trasmissione. Tutti ci si alternava per non lasciare "buchi"!
Sono di quelle settimane "mitiche" operazioni radiofoniche, come le "dirette" di concerti come quelli degli U2 (quel fine estate a Roma), o di Baglioni, che concluse il fortunatissimo tour di quell'estate con la diretta televisiva della data di Roma.
Siccome, come ci disse qualche anno più tardi Piero Chiambretti, "la radio stimola la fantasia", noi con tantissima fantasia doppiammo le registrazioni di quegli eventi musicali (realizzate da amici presenti all'interno deglio stadi), mettendoci sopra la voce di qualche "collega", che, incredulo, si ritrovò popolarissimo.
In occasione di queste, ci accorgemmmo, che anche senza grossi mezzi a disposizione, si poteva competere con i colleghi più grandi!
Ci ponemmo due nuovi obiettivi: potenziare la radio, migliorandone la qualità! Il passo conseguente fu così l'acquisto di un amplificatore in grado di fare passare i ns 5 watt a 100. In realtà chi ci vendette l'apparecchio ci aveva parlato di 120 watt, ma dopo anni di tentativi non riuscimmo a mai a toglierne più di 80 watt.
Al momento ne toglieva 35; era un CBM120, e il passo fu grande!

ATTO 6 - (L'antenna)
La nostra prima antenna, comprata sempre con la carta d'identità di Pietro lasciata in pegno, era stata una GranPlain Fracarro. Un'antenna bellissima a vedersi, ma poco funzionale, perchè con poco guadagno (almeno per quello che a noi serviva....)
Montata su un palo di sei metri, sulla terrazza dello studio, finiva per ricevere grande attenuazione dallo stesso centro abitato di Locri.
Occorreva una soluzione, e questa arrivò come per magia dall'incontro con un nostro compaesano, vecchio radioamatore, anche se più grande di noi di solo qualche anno.
Tonino, come ogni vecchio radioamatore che si rispetti, sempre alla ricerca dell'ottimizzazione in trasmissione, aveva applicato, affinandole sul campo, le sue conoscenze tecniche relative proprio alla progettazione e costruzione di antenne.
L'incontro con Pietro ebbe conseguenze catastrofiche! Da quel momento, il lavoro del nostro capo tecnico diventò per il 90% costruire, smontare e ricostruire antenne.
Il miglioramento in trasmissione era indiscutibile, e il nostro "consiglio direttivo" decise di sostenere questo progetto, che si rivelò, però, "molto a lungo termine".
Un problema questo, quello del "lungo termine", non tanto per il dispendio di energie finanziarie (riciclavamo tutto....), quanto per quello che costava l'essere a tiro di Pietro. Lui si divertiva nel fare e disfare antenne, a noi toccava reggerle o sostenerle, facendo i pali, o sorregendo i pali.
Fu, veramente, molto dura!

(continua ...)

scritto da Francesco Massara.
foto di Luca Flippone, Tommaso Massara e Memmo Minniti.